Il suolo è una sottile pelle che separa e unisce il mondo geologico profondo e quello dinamico della superficie, dove domina il dinamismo dei processi biologici e della meteorologia. È una risorsa preziosa, non rinnovabile nel breve termine: bastano pochi minuti per perderla, ma servono migliaia di anni per produrla.
In montagna questa fragilità è ancora più evidente. Pendenze elevate, clima rigido, valanghe e instabilità del terreno rallentano la formazione dei suoli e ne accelerano l’erosione.
Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha da poco finanziato con 1,2 milioni di euro il progetto ALERT – mApping soiL Erosion in mountain grasslands with environmental RadioacTivity, nell’ambito del bando FIS2.
Guidato dal Dr. Giovanni Baccolo, ALERT sfrutterà la radioattività ambientale come tracciante naturale delle particelle di suolo, per misurare e comprendere come i suoli alpini si degradano, anche in relazione all’intensificarsi delle precipitazioni. Integrando radioattività, geomorfologia e analisi spaziali, il progetto svilupperà una nuova metodologia per produrre mappe quantitative dell’erosione nelle praterie d’alta quota. I risultati potranno contribuire all’individuazione delle aree più vulnerabili e offrire nuovi strumenti per la gestione dei territori montani.
Link identifier #identifier__1907-1Giovanni Baccolo attraversa un’area innevata per lo studio dei suoli alpini.
Link identifier #identifier__109932-2Erosione superficiale su versanti erbosi alpini
Link identifier #identifier__17368-3Erosione superficiale sui versanti alpini
Link identifier #identifier__109568-4Campione di suolo alpino
